Visita lo chezgaby

04.jpg
La storia

Nel lontano 1912, proprio in questi locali, nasceva la prima “Trattoria Bella Napoli” aperta dal signor Pasquale Carelli originario della costiera amalfinata, che voleva esportare la cucina partenopea nella bella Torino. Carelli purtroppo non ebbe molta fortuna, infatti, solo un anno dopo nel 1913 la cucina napoletana lasciò il posto a quella toscana della famiglia Di Nasso, la quale la trasformò in “Trattoria Toscana” che ebbe un grandissimo successo.

vecchia immagine trattoria  toscana

Per oltre 40 anni la ristorazione toscana fece da padrona in piazza “Carlina” finché non arrivò il famosissimo Gatto Nero!

Già, proprio nel 1954 nasceva il “Ristorante Gatto Nero”, al di sopra di ogni presagio o superstizione nella città magica per eccellenza, con quel nome che tanto incuriosì i torinesi e proprio con quel gatto che poi mai più lasciò questo locale…

Ma perchè il ristorante acquisì tale nome?

Alla fine dell'Ottocento Parigi era percorsa da intenso fervore culturale: poeti, letterati, pittori e personaggi di teatro, caratterizzarono movimenti come il Decadentismo ed il Simbolismo.

Nascevano nuovi locali destinati a divenire presto punti d'incontro culturale e fucine di esperienze.

Tra questi le "Chat Noir" (che significa Gatto Nero in Francese), nato da un' idea del pittore Rodolphe Salis nel 1871, raggiunse una notevole fama.

Il proprietario, un oste molto particolare, affermava che la sua birra fosse filosofale e si fece promotore di diverse manifestazioni artistiche e culturali. Nel suo locale si tenevano infatti mostre di pittura, spettacoli di intrattenimento, rappresentazioni del teatro delle ombre, esibizioni di canzonettisti e l'attività del Cabaret Artistique, che richiamarono un vero e proprio pubblico da ogni angolo di Francia, facendolo conoscere in tutto il mondo.

A questo locale di fine Ottocento fu ispirato il ristorante il Gatto Nero che oggi ha trasformato il proprio nome in "Chez Gaby" , ma che sulla propria insegna continua a mostrare fiero il bellissimo gatto nero, dipinto all'epoca per pubblicizare le iniziative di Rodolphe Salis.